Contratto di licenza di marchio: cosa contiene e cosa controllare prima di firmare

Catalogo partnership 2026 del marchio START UP®

Un contratto di licenza di marchio fa una cosa semplice: dice chi può usare il nome, su quali prodotti, dove, per quanto tempo e a quali condizioni. Il resto sono dettagli, ma sono i dettagli che decidono se la licenza funziona. Ecco le voci che trovi in un contratto START UP® e cosa guardare in ognuna prima di firmare.

1. La categoria e la classe

Il contratto non ti dà il marchio in generale: te lo dà per una categoria precisa di prodotti, collegata alla classe in cui il marchio è registrato. Le felpe e le t-shirt stanno in classe 25, le borse in classe 18, gli occhiali in classe 9. Ogni categoria ha il suo contratto. Puoi partire da una sola e aggiungerne altre dopo la prima stagione: trovi l’elenco completo nella pagina delle categorie disponibili in licenza.

Cosa guardare: che la descrizione dei prodotti copra davvero tutto quello che vuoi fare. Se produci felpe e un domani vuoi aggiungere i pantaloni della tuta, meglio saperlo da subito se rientrano.

2. Il territorio e l’esclusiva

Il contratto indica dove puoi vendere: l’Italia, alcuni paesi, tutta l’Unione europea. Da noi ogni categoria va a un solo licenziatario per mercato, quindi nel tuo territorio non ti ritrovi un concorrente con lo stesso marchio sugli stessi prodotti.

Cosa guardare: i canali online. Un negozio online vende ovunque, quindi il contratto deve dire chiaramente come si concilia con il territorio assegnato.

3. La durata e il rinnovo

I nostri contratti partono da ventiquattro mesi, il tempo minimo per impostare una collezione, presentarla ai buyer e vedere i primi riordini. Alla scadenza si rinnovano da soli, a patto che tu abbia rispettato i minimi concordati.

4. Royalty e minimi

È la parte economica: la percentuale sul fatturato netto della linea, come si calcola quel netto, ogni quanto si rendiconta (per noi ogni trimestre) e quali minimi ti impegni a raggiungere. Ne abbiamo parlato nel dettaglio, con un esempio in numeri, in quanto costa una licenza di marchio.

Cosa guardare: che i minimi partano dai volumi che hai dichiarato tu e siano sostenibili anche in una stagione debole.

5. Approvazioni e qualità

Prima di andare in produzione ci mandi prototipo, etichette e packaging. Noi li approviamo o ti chiediamo delle modifiche. Con il contratto ricevi i file del marchio e il manuale d’uso, con le misure minime per stampa, ricamo e stampo a caldo, così sai in anticipo cosa verrà approvato.

Cosa guardare: i tempi di risposta alle approvazioni. Una collezione ha un calendario, e il contratto deve rispettarlo.

6. Chi difende il marchio

Il marchio resta nostro, e quindi restano nostri i rinnovi, le opposizioni e le azioni contro chi lo copia. Tu ci segnali quello che vedi sul mercato, noi interveniamo. È uno dei motivi per cui una licenza costa meno fatica di un marchio proprio, come abbiamo spiegato in marchio in licenza o marchio nuovo.

7. Cosa succede alla fine

Ogni contratto deve dire come si chiude: con quanto preavviso, in quali casi una delle due parti può interromperlo prima e cosa succede alla merce già prodotta. È la parte che si legge meno e che conviene leggere meglio. Chiedi sempre che sia scritto nero su bianco quanto tempo hai per vendere le scorte rimaste e con quali regole.

Prima di firmare

  • Verifica che la categoria copra tutti i prodotti che vuoi fare.
  • Controlla territorio e vendite online.
  • Fai due conti sui minimi con i tuoi volumi reali.
  • Leggi con attenzione la parte sulla chiusura del contratto e sulle scorte.
  • Se hai dubbi, fallo leggere al tuo consulente: un buon contratto non ha niente da nascondere.

Vuoi vedere come hanno lavorato gli altri? Nella pagina dei licenziatari trovi cosa hanno prodotto e venduto. Se invece vuoi una bozza di contratto per la tua categoria, scrivici cosa produci, con che volumi e per quali mercati: in due giorni lavorativi ti diciamo se la classe è libera e a quali condizioni.

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